L’Ambito di Trasformazione Urbana di “Milano Bovisa”, in ragione alla localizzazione e alla vocazione funzionale, si presenta come fertile territorio di insediamento per un futuro polo di ricerca e di innovazione. Indicata come Sito di Interesse Nazionale, l’area presenta allo stato attuale un grave stato di contaminazione del sottosuolo. La fase di ricerca delle caratteristiche dei diversi agenti inquinanti e delle diverse profondità con cui questi hanno infettato il sito, ha svolto un ruolo indispensabile ai fini della scelta delle metodologie di bonifica e della distinzione funzionale delle nuove volumetrie di progetto. Il disegno di masterplan dell’area in oggetto vuole essere risposta realistica e approfondita ai temi di criticità del quartiere, evidenziate nella stesura del Piano di Governo del Territorio del Comune di Milano.

Qui il verde assume un ruolo rilevante grazie alla creazione di un nuovo parco urbano e del susseguirsi di percorsi ciclopedonali necessari a connettere i diversi spazi ad uso pubblico. La permeabilità dell’area viene garantita dal nuovo sistema del verde in stretta relazione anche alle previsioni di verde programmato ed in fase di realizzazione del limitrofo ATU “Farini-Lugano” e del nuovo Parco di Quarto Oggiaro. Condizione necessaria alla realizzazione del nuovo parco urbano, la riorganizzazione dell’accessibilità veicolare all’area mira a stabilire una gerarchia tra i vari livelli di collegamento e a stabilire una circolazione carrabile perimetrale all’area, favorendo così l’insediarsi di nuove tipologie di mobilità sostenibili. Sostenendo le più innovative metodologie di bonifica del sottosuolo, il disegno del nuovo Parco Scientifico Tecnologico mira a promuovere la realizzazione di un luogo in cui convoglieranno conoscenze, strutture e risorse utili a sostenere un ecosistema che unisca università e industria alla volta di nuove frontiere tecnologiche.


La simbiosi tra le diverse attività del nuovo polo scientifico è evidenziata qui nella scelta tipologica delle nuove volumetrie e nel disegno delle planimetrie e degli alzati dei differenti edifici. Flessibilità e sostenibilità vogliono essere già di per sé il primo tema di ricerca del nuovo parco scientifico, il quale si manifesta mediante il disegno di una nuova architettura permeabile e modulare che trova nel legno il materiale ideale del proprio manifestarsi. A supporto del Parco Scientifico Tecnologico si alternano, lungo il fronte opposto del nuovo parco urbano, funzioni di residenza e commercio. Queste, mediante un’intrigante sfumatura dovuta all’alternarsi di spazi pubblici, verdi e pavimentati, vanno a sostenere il nuovo sistema di insediamento nelle più svariate vicissitudini.


